LA FAVOLA DEL PRINCIPE MIGUEL, IL MERAVIGLIOSO
Author: adminLA FAVOLA DEL PRINCIPE MIGUEL, IL MERAVIGLIOSO
C’era una volta un paese, chiamato Italia dove viveva una bellissima principessa di nome Lucia che, proprio perchè d’aspetto così delicato e affascinante, venne eletta Miss Italia, tra la gioia dei suoi sudditi.

Un re spagnolo, famoso torero di nome Luis Miguel , quando la vide se ne innamorò perdutamente e, tanto fece, che riuscì a conoscerla.

Dopo poco tempo il re la chiese in sposa:la sua vita non poteva più continuare senza la bellissima principessa italiana!

La loro vita era una favola: tra il loro grande amore, i successi dei film da lei interpretati e le corride da lui vinte. Erano acclamati da ogni parte del mondo, osannati dai loro sudditi che esultarono alla notizia che il re e la regina stavano per coronare il loro sogno di avere un erede!
Fu così che il 3 aprile 1956 nacque il primogenito della meravigliosa coppia: il principino Miguel che portò altra gioia alla famiglia reale.

La sua culla di raso bianco e tulle celeste lo teneva al sicuro da ogni bruttura della vita.
Il popolo non perdeva occasione per andare a visitare il principino che sembrava un angelo del Paradiso con i suoi occhioni spalancati al mondo, la sua aureola di capelli biondi, il faccino paffuto e roseo.
Già da così piccolo rubava i cuori di tutti, preludio del suo futuro.

Miguel cresceva a vista d’occhio, bello, buono, fantasioso, allegro.


Dopo poco tempo il re e la regina gli regalarono una sorellina: Lucia.

Tra i due principini fu subito complicità, dal primo momento. Miguel la trattava come si competeva ad una principessa del suo rango. Anche i sudditi li adoravano, poichè erano semplicemente splendidi.A palazzo risiedevano spesso illustri artisti, pittori, poeti, scrittori, registi che contribuirono a migliorare ulteriormente il livello culturale dei due fratellini.

Pochi anni dopo nacque la piccola Paola che allietò ulteriormente la reggia con i suoi vagiti e risolini spensierati.


Il fratellino Miguel la coccolava come fosse una bambola, mentre la sorellina Lucia l’aiutava a divenire una principessa degna di tale nome.
Il piccolo Miguel amava andare a cavallo e, così, i sovrani gli regalarono uno splendido pony tutto per lui.
Che felicità vederlo correre attraverso i prati che circondavano il castello.

I tre principini crescevano imparando varie arti come la pittura, la musica, il canto, la recitazione, ma anche l’amore per la natura e il prossimo.




Passarono gli anni, il re Luis Miguel e la regina Lucia cominciarono a riflettere a chi lasciare il trono una volta troppo anziani per governare.Il re decise che, essendo Miguel il primogenito, doveva toccare a lui questo compito, ma la regina conoscendo il carattere dolce del proprio ragazzo non pensava fosse una buona scelta, soprattutto perchè il re era dell’opinione che un sovrano doveva governare con giustizia, ma essere molto severo senza lasciare troppo spazio ai sentimenti.
La qualità principale poi era, sempre secondo il re Luis Miguel, quella di saper entrare nell’arena battendo il toro e uscendo trionfante per mostrare ai sudditi la sua forza.

Il principe Miguel capì che quello non era ciò che voleva, lui aveva altre idee in testa:voleva sì governare il suo popolo, ma voleva farlo portando in giro per il mondo l’amore per gli altri e per la libertà. Per attuare ciò pensava che il modo migliore fosse parlare ai popoli tramite la musica, le canzoni che erano l’unico mezzo veramente in grado di unire le persone:questa era la sua missione!


Il re si infuriò, diede in escandescenze, come faceva ad accettare un figlio che invece di allenarsi a combattere nell’arena e nell’esercito,prendeva lezioni di danza e canto?
No, non poteva assolutamente assecondarlo, perciò lo mandò all’estero dove avrebbe dovuto imparare ciò che compete ad un vero futuro sovrano, lontano dalle ali protettrici di mamma Lucia.

Miguel partì, affranto, ma nonostante tutto non si diede per vinto, continuò a seguire la sua strada, le sue idee:si allenò, danzò, cantò finchè un giorno………….

…alle porte del castello dei sovrani Luis e Lucia bussò un ambasciatore che annunciava l’arrivo di un MERAVIGLIOSO cantante, attore che era famoso in tutto il mondo poichè al suo arrivo nei paesi tornava l’amore, la pace grazie alle sue doti canore e oratorie.


I sovrani, che nel frattempo si erano trasferiti in Italia, non credettero ai loro occhi e alle loro orecchie quando fu allestito uno spettacolo il cui protagonista era il loro figliolo, il principe Miguel, detto il Meraviglioso.
Mamma Lucia, scordandosi il bon-ton reale, corse ad abbracciare il suo “bambino” ed anche il re dovette ammettere di averlo mal giudicato.
Sì, un sovrano deve essere severo, ma soprattutto amato dai suoi sudditi e deve riuscire a dare al suo popolo amore e pace!
E Miguel, con le sue canzoni di amore e libertà, rappresentava il cuore del suo popolo.

Tutto sembrava andare quindi per il meglio, il principe Miguel, detto il meraviglioso anche per il suo aspetto quasi divino, per la sua voce così calda e suadente tornò a vivere a palazzo in attesa di divenire re a tutti gli effetti, ma…
…un brutto giorno un gruppo di nemici del regno giudicarono intollerabile il modo di voler diventare re di Miguel, anche perchè il suo stile era cambiato, si era buttato in un’altra avventura lanciando un nuovo disco “Bandido” in cui il “Bravo ragazzo” e “Superman” sembravano aver lasciato il posto ad un personaggio totalmente, per chi non lo conosceva bene, diverso ed irriconoscibile.


I sudditi vennero convinti da tali anarchici del cambiamento negativo e quindi il meraviglioso venne cacciato: l’Italia non lo voleva in quelle nuove vesti.
I sovrani cercarono in tutti i modi di evitarlo, ma fu impossibile
Egli se ne andò a malincuore per l’ennesima volta, ma non si arrese: non era da lui.

Il principe Miguel divenne ancora più famoso, non c’era nazione, paese, città, villaggio che non conoscesse il Meraviglioso, le sue canzoni esprimenti l’amore in tutte le sue forme:per le persone, il paese, la vita, la pace e, chi possedeva un cuore, lo capiva.

Venne richiesto da vari sovrani di tutto il mondo per sedare lotte interne, per coltivare la pace.

La gente lo acclamava come si meritava:divenne un vero idolo per intere generazioni poichè si batteva per la verità e la giustizia.





Il re e la regina, consci del suo successo, credettero che l’Italia, che lo aveva rinnegato, lo richiamasse, riconoscendo i propri errori, ma ciò non avvenne.
Milioni di sudditi sperarono che il Meraviglioso tornasse da loro, ma l’entourage del Divo-Re non accettò e permise al Meraviglioso
di fare solo qualche fugace apparizione nel paese che lo aveva tradito.





Come dar torto a chi non gli permetteva di tornare, ormai era un Re a tutti gli effetti, governava un popolo che lo adorava , egli lo allietava con le sue splendide canzoni e, il suo cuore generoso, riusciva dove politica e regimi fallivano.



Tante principesse, contesse durante gli anni cercarono di accaparrarselo, chi non voleva una persona così, ma il Meraviglioso doveva continuare la sua opera per tutti, non poteva deludere nessuno, fermandosi.


Il tempo era per lui prezioso quanto il mare che adorava, infatti anche l’oceano era nei suoi pensieri,la difesa e la tutela di un patrimonio così grande non poteva essere affidato ad altri.

Un visino dolcissimo di bambina lo costrinse a guardare dentro di sè, a capire che aveva bisogno di un aiuto disinteressato per portare avanti la sua opera.

Fu così che il Meraviglioso prese sotto la sua ala protettrice la sua nipotina Bimba,che crescendo adorava sempre più il suo fantastico zio e, con la quale ancora oggi gira per il mondo accompagnandola nella grande canzone della vita!




Non deve dimenticare, però, Re Miguel, il Meraviglioso che tanti sudditi-fans lo aspettano a braccia aperte(una sono io) nel paese della Regina Madre Lucia, che lo rivogliono poichè loro sono innocenti, non hanno colpe di ciò che gli è successo tempo prima, quando ancora era un giovane principe.



Noi suoi sudditi italiani lo aspettiamo con ansia per rinnovargli il nostro amore, la nostra devozione e ricordargli che la sua bontà e generosità
che in questi anni lo hanno accompagnato, e hanno acccompagnato anche noi, seppur da lontano, devono aiutarlo a fargli dimenticare ciò che gli è stato fatto e tornare da noi “SUO” popolo italiano.











TI ASPETTIAMO RE MIGUEL, IL MERAVIGLIOSO.

VUELVES
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